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Verba volant, scripta manent

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Depeche Mode: l'abbraccio di Sansiro

E' il 18 giugno ed è tardo pomeriggio. Non guardo l'orologio e quindi non posso sapere che ore sono. So che abbiamo tutto il tempo necessario per arrivare a San Siro.
Arriviamo da nord e il traffico comincia presto a manifestarsi in tutto il suo caos organizzato. File lunghissime di auto che ci fanno illudere che tutti siamo li per il concerto. Ovviamente non è così anche se di tanto in tanto vediamo uno zaino o qualcuno che indossa il tipico abbigliamento da concerto. Nessuno però indossa le tradizionali fasce per la testa da evento canoro! Il mio amico me lo fa notare ogni minuto, un tormentone tanto insopportabile quanto simpatico.
Parcheggio l'auto in piazzale Lotto, in divieto di sosta ovviamente, non abbiamo molta scelta. Poco meno di tre chilometri a piedi, una passeggiata, e...eccolo, maestoso, ci si manifesta agli occhi l'imponente stadio.
Entriamo dopo aver fatto una "breve" coda. Pensiamo ai controlli per l'ingresso e mi preoccupo per la macchina fotografica che ho nascosto nello zainetto. Mi sbaglio. Il lettore dei codici a barre per i biglietti funzionano male e quindi per ogni biglietto si perde qualche secondo di troppo, anche per i nostri.
All'interno dello stadio si respira aria di festa, una grande festa tanto attesa.
Il brulicare delle persone, le onde sulle gradinate, i cori...anche qualche fascia.

Siamo nel prato, siamo riusciti a trovare i biglietti migliori e siamo di fronte al palco.
Alle 21 precise si accende il maxischermo sul palco. Quel cespuglio giallo è unico e capisco che Martin è sul palco. Cerco gli altri, ecco Andrew, nascosto dal solito synth.
Ed infine arriva, sexy, tatuato, frontman… Dave.
La sua presenza ci illumina, la sua voce ci manda in estasi.
Sentiamo le prime note di “In chains” dell’ultimo album...

Ecco la scaletta:
    Wrong
    Hole To Feed
    Walking In My Shoes
    It’s No Good
    A Question Of Time
    Precious
    Fly On The Windscreen
    Little Soul
    Home
    Come Back
    Peace
    In Your Room
    I Feel You
    Policy Of Truth
    Enjoy The Silence
    Never Let Me Down Again
E' fantastico risentire dopo più di 20 anni canzoni come "a question of time" o "fly on the windscreen", ancora, dal vivo.
"Enjoy the silence" ci incendia si comincia a ballare sul serio, tutti si agitano, cantano, sudano, saltano e fanno foto. L'assolo di Martin ci manda in delirio.
Ma non è finita: comincia "never let me down again". Le note ci accompagnano fino alla fine delle nostre energie, salto così tanto che alla fine quasi non ho le forze per battere le mani.
Si spengono le luci...sembra tutto finito.
Il mio amico dice di aver visto la scaletta su internet e l'ultima era proprio "never let me down again"...
Non ci credo.
Surreale, breve e...non ci credo. Sento che ne arriveranno ancora.

Intanto penso:

I'm taking a ride
With my best friend
I hope he never lets me down again
He knows where he's taking me
Taking me where I want to be
I'm taking a ride
With my best friend
We're flying high
We're watching the world pass us by
Never want to come down
Never want to put my feet back down
On the ground

Sembrano le parole giuste per il momento, per il periodo ed anche per tutto questo anno!

Ops, sono assorto nei miei pensieri quando parte
una nuova raffica di emozioni:
    Stripped

    Master And Servant
    Strangelove
Master And Servant...ragazzi!
Ero quasi un bambino quando la ascoltai la prima volta!!!
E' una overdose di adrenalina.
Il ritmo, i ricordi, i bassi!
Loro sono i padroni e noi i servi o viceversa?
Forget all about equality, lets play master and servant!
C'é una nuova pausa, si spegne tutto e qualcuno pensa sia finito il concerto.
Non é così.
Mi guardo e mi vergogno per come sono conciato ma poi mi accorgo che non sono conciato peggio degli altri e che in fondo, nessuno mi sta guardando.
Gli sguardi sono tutti puntati al palco mentre qualcuno, non pochi, ha lo sguardo perso nel vuoto come se stesse sognando...
Dave se la sta cavando bene nonostante la malattia grave.
Fu costretto ad annullare il concerto di Atene
del 12 maggio per un malore.
Si diceva fosse una gastroenterite.
Dopo qualche accertamento la notizia che ha sconvolto tutti: tumore maligno alla vescica, deve essere operato.
Non sono passati neanche due mesi, il tour è ripartito l'8 giugno e questo non è neanche il primo concerto dopo aver ripreso il tour.

Sono state cancellate le date di Atene, Istanbul, Bucarest, Sofia, Belgrado, Zagabria, Varsavia, Riga, Vilnius, Londra, Landgraaf, Dusseldorf ed una delle due date di Lipsia.

Si riaccendono le luci e sentiamo partire i bassi.
A dire il vero sentiamo solo i bassi, sono troppo alti fin dall'inizio. Rino, il mio amico, dice che forse serve per aiutare Dave a non fare troppe evoluzioni con la voce. Potrebbe essere, tanté che in alcune canzoni l'abbiamo visto agitarsi ma non abbiamo sentito una sola nota della sua voce.

Comunque questo ritmo è inconfondibile e parte un salto che coinvolge decine di migliaia di persone.
E' "personal jesus"!!!

Martin, ancora assolo.
Mi giro, guardo intorno a me. Uno stadio pieno di fans. C'é gente fino all'ultimo anello, altissimo.
La musica si ferma, t
utto si ammorbidisce e comincia "waiting for the night"...già...che notte che ci aspetta.
Tutto lentamente sta già diventan
do un ricordo, un altro ricordo.
Ci salutano, li salutiamo.

San Siro si illumina a giorno.
Abbiamo tutti la stessa faccia che dice "mesi di attesa e...già finito?".
Si, è stato un attimo delle nostra vita ma sicuramente lo vivremo per molto....molto tempo.

Oggi mischio i ricordi dei vari concerti, vissuti in anni diversi, sempre con le stesse emozioni.
Oggi ricordo i Depeche Mode e mi rifaccio la domanda di sempre: ci rivedremo fra tre anni?

Ciao amore che mi ha sostenuto.
Ciao amico che mi ha accompagnato.
Ciao amico che non é riuscito a venire.

Ciao amici che riempite lo stadio.
Ciao Dave, Martin e Andrew.







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