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Verba volant, scripta manent

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Addio Farrah Fawcett: il tempo che sfugge



La notizia della morte di Michael Jackson ha messo in ombra quella di Farrah Fawcett.
Io non amavo Michael Jackson ma appartengo a quella generazione che passava un sacco di tempo davanti alla tv e si nutriva di quelli che già allora sembravano prodottini di bassa qualità.

Hanno lasciato un segno però, quegli episodi tutti uguali prodotti da Aaron Spelling, a cominciare proprio da questo strano nome che, nelle sigle di coda rileggevamo sempre due volte perché cominciava con due A e pensavamo di aver letto male.

Sto parlando delle Charlie's Angels, 110 episodi prodotti dal 1976 al 1981.



«Charlie's Angels basa la sua riuscita sull'introduzione di tre ragazze-detective in un genere caratterizzato per lo più da protagonisti maschi e su una messa in scena luminosa e patinata, come si addice alla tv degli anni '70. Charlie's Angels rimane indicativo di un certo modo di concepire il racconto poliziesco in tv, con una successione di "funzioni" che si ritrova anche in altri molti casi:

  1. sigla d'apertura, che presenta le tre ragazze e memorizza la loro provenienza;
  2. antefatto che mostra il delitto e spesso anche il colpevole;
  3. chiamata delle investigatrici, attraverso la mediazione di Charlie e Bosley (esse non conoscono ovviamente il colpevole, il che permette di innestare il meccanismo della suspense);
  4. infiltrazione di uno degli Angeli tra i "cattivi", che ne scoprono quasi subito l'identità;
  5. situazione di pericolo in cui si trova l'infiltrata (sviluppo della suspense, poiché lei è in pericolo e non lo sa);
  6. trappola che gli Angeli tendono al colpevole e che si accompagna quasi sempre al salvataggio di quella in pericolo ad opera degli altri Angeli;
  7. spiegazione finale, con battute scherzose fra i protagonisti e un freeze che ha la funzione di immobilizzare il tempo e quindi di preparare virtualmente il seguito.
La struttura principale delle storie (salvo rari casi) non è dunque quella del dépistage del poliziesco classico, ma quella, più tipica del modello d'avventura, dell'esca e della trappola.
Quest'ultima funziona anche in virtù dell'avvenenza delle tre ragazze, le quali sono tuttavia tenute ben lontane da ogni esplicita implicazione sessuale. La loro è una femminilità del tutto astratta: da angeli, appunto.
Tutta la dimensione del telefilm è fiabesca, con funzioni specificamente definite e rispettate, con la risposta implicita ad uno spettatore che voglia sentirsi raccontare sempre la solita storia»




Charlie's Angels è stata una delle prime serie della cosiddetta jiggle tv, in quanto gli Angeli erano spesso poco vestite o vestite in modo provocatorio.
Farrah Fawcett disse in un'intervista: "Quando la serie era al n. 3, era per la nostra recitazione. Quando era al n. 1, era perché nessuna di noi indossava il reggiseno".

I tre "angeli" della prima serie sono Sabrina Duncan (interpretata da Kate Jackson), Jill Munroe (Farrah Fawcett, allora era anche Fawcett-Majors, essendo sposata con l'attore Lee Majors) e Kelly Garrett (Jaclyn Smith). Nelle stagioni successive, con l'abbandono di Farrah Fawcett alla fine della prima stagione e di Kate Jackson alla fine della terza serie, i loro personaggi verranno sostituiti da Kris Munroe (la sorella di Jill, interpretata da Cheryl Ladd), e Tiffany Welles (Shelley Hack), che sarà presente fino alla fine della quarta serie, e poi sostituita da Julie Rogers (Tanya Roberts) presente solo nell'ultima serie.



Jaclyn Smith (Kelly Garrett ) è stata l'unica attrice a recitare in tutte le stagioni del telefilm insieme a David Doyle, interprete del personaggio di John Bosley, assistente e tramite tra gli "angeli" e Charlie.

Dal telefilm sono stati tratti due lungometraggi: Charlie's Angels (2000) e Charlie's Angels: più che mai (2003), entrambi diretti da McG in cui le attrici scelte per il ruolo degli "angeli" sono Cameron Diaz, Drew Barrymore e Lucy Liu. I lungometraggi hanno suscitato pareri abbastanza controversi tra i fans del telefilm originale, le originali atmosfere della California degli anni settanta sono state infatti abbandonate in favore di un taglio molto più improntato all'azione.



 Filmografia

    * 1969 : Un tipo che mi piace di Claude Lelouch
    * 1970 : Il caso Myra Breckinridge di Michael Sarne
    * 1976 : La fuga di Logan di Michael Anderson
    * 1978 : Qualcuno ha ucciso mio marito di Lamont Johnson
    * 1979 : Sunburn - Bruciata dal sole di Richard C. Sarafian
    * 1980 : Saturn 3 di Stanley Donen
    * 1981 : La corsa più pazza d'America di Hal Needham
    * 1986 : Oltre ogni limite di Robert M. Young
    * 1988 : Ci penseremo domani di Alan J. Pakula
    * 1995 : L'uomo di casa di James Orr
    * 1997 : L'apostolo di Robert Duvall
    * 1997 : The Lovemaster di Michael Goldberg
    * 2000 : Il Dottor T e le donne di Robert Altman
    * 2004 : The Cookout di Lance Riviera

La Fawcett, che rifiutò svariate offerte per posare nuda negli anni settanta ed ottanta, nel 1995 decise infine di spogliarsi per la rivista Playboy; questo numero della rivista divenne quello più venduto degli anni novanta, con più di quattro milioni di copie nel mondo. Nel 1997, all'età di cinquant'anni, ritornò a posare per Playboy. Nello stesso anno l'attrice fu scelta da Robert Duvall per interpretare il ruolo di sua moglie nel film L'apostolo, da lui diretto e interpretato.



Nel 2000 lavorò con il regista Robert Altman per il film Il Dottor T e le donne, nel ruolo della moglie di Richard Gere.

La Fawcett continuò a lavorare per la televisione: apparve in un episodio della serie Ally McBeal ed in quattro di Spin City e The Guardian, che le fecero guadagnare la terza candidatura agli Emmy.

Il suo ultimo ruolo risale al 2004, nel film The Cookout.






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