Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Archivi

3 gennaio 2010 7 03 /01 /gennaio /2010 06:07
monsters

Non riesco a cacciare i mostri che abitano nella mia testa.
Appena chiudo gli occhi inizia il film in cui li vedo tutti, uno per uno.
Dicono e fanno tutto ciò che io non vorrei sentire ne vedere.
Lo so, al mondo non sono tutti cattivi ma...i cattivi sono tanti...i mostri sono tutti cattivi.
Ogni giorno ne incontri almeno uno che ti morde e ti trasforma sempre più a sua immagine e somiglianza fino a quando, inaspettatamente, scopri che il cattivo sei tu, forse il mostro che abita nella testa di qualcuno che è come eri tu nel passato...
E' un circolo vizioso...
E' un gioco a cui difficilmente riuscirai a sottrarti...
...io non ci riesco...
Ci provo ma ho la sensazione di remare contro corrente.
Mi agito, sudo, lotto, non mollo, grido, stringo i denti ma sono sempre fermo. No. Forse sono arretrato di qualche metro.
Loro, i mostri, sanno come si gioca e si divertono a partecipare, a gareggiare, a vincere.
Io no, costretto in un ruolo che mi va stretto e che non vorrei.
I mostri di notte dormono serenamente, sognano.
I mostri di giorno hanno una vita, fanno progetti, mettono su famiglia e sfornano nuovi mostri.
Mi mancano i mostri di quando ero bambino...quelli innoqui, ho aspettato tanto il momento della crescita per non vederli più ma non sono andati via, sono solo cambiati, in peggio.
I vecchi mostri innoqui sono stati sostituiti dai nuovi cattivi che non rimangono nasconti nel buio o sotto il letto o immobili dentro ai giocattoli...
noooo...
...questi escono allo scoperto...
Camminano, guidano, fanno la spesa e vanno in posta.
Li vedi ovunque...qualche volta li trovi nella cassetta delle lettere, nelle e-mail...
La TV è il loro zoo...
Ne sono pieni i condomini e le villette, i campeggi, gli alberghi ed i villaggi turistici, le strade, i marciapiedi e gli uffici, i centri commerciali e gli outlet...
Non ci libereremo mai dei mostri ma...
Quando li incontriamo possiamo schivarli se siamo veloci o truccarli se abbiamo fantasia, magari cambiare loro sesso o addobbarli come se fossero di un'altra epoca.
Potremo ridicolizzarli e forse, se saremo fortunati, perderanno la loro importanza, la loro cattiveria, altrimenti, se non riusciremo a combatterli, potremo farceli amici...con la consapevolezza di aver perso e di aver accettato la nostra trasformazione...

Condividi post
Repost0
30 luglio 2009 4 30 /07 /luglio /2009 16:48


"Il mondo visto con gli occhi di un bambino, è come il cielo in un giorno pieno di sereno" cantava Ramazzotti anni fa.
E' un rapporto speciale, fatto di alti e bassi, di giochi e di incomprensioni, di litagate e abbracci fortissimi.
C'è un grande divario d'età: io sono del 1972 e lei solo del 2004, 32 anni che ci dividono per esperienze, maturità, capacità manuali, conoscenza e indipendenza.
Non per l'intelligenza. Dimostra già di essere capace di meritare tutto il mio orgoglio.
Anche per simpatia, nonostante la tenera età.
E' solo più bassa, più tenera e più ingenua. Più piccola.
Vorrei riuscire in quello che altri hanno fallito con me, i miei genitori. Quando cercavano di farmi capire quale fosse la cosa giusta, quale fosse la cosa importante, quale fosse la cosa intelligente.
Non ci riuscirono loro ed io sbagliai per conto mio, imparando giorno per giorno, fino ad oggi, che l'esperienza altrui ha un prezzo indiscutibile e che va accettata senza fiatare quando ti viene regalata.
Però sarò con lei e l'accompagnerò durante il suo cammino. Sempre al suo fianco.
Ingenua, la piccola, ma non poco sveglia. Due fidanzati, di tanto in tanto tre ma quasi mai gli stessi da una settimana all'altra.
Curiosa con il suo "perché" sempre in agguato dietro ogni gesto.
Artista geniale e pittrice astratta di sicuro successo.

Vive nel suo mondo, un mondo fatto di giochi, di pensieri stupendi, di fate volanti e topolini chiacchieroni.
Vive nel mondo che vorrei, un mondo fantastico in cui tutto è divertimento. Anche gli impegni quotidiani.

Nel suo piccolo mondo ci sono anche io.
Nel suo piccolo mondo sta imparando tante cose.
I numeri, le lettere, il disegno, il gioco, la canzone.
Nel suo piccolo mondo le regole ci sono ma solo per essere infrante.
Nel suo piccolo mondo le dimensioni non sono ancora definite e quindi teneramente mi dice:
"Ti voglio bene papà...come la piramide"










Condividi post
Repost0
20 luglio 2009 1 20 /07 /luglio /2009 22:00




  L’hai mai detto?
     "Ti amo"
     "Non posso più vivere senza di te"
     "Tu hai cambiato la mia vita"
   L’hai mai detto?
   Fai dei progetti, trova un obiettivo, lavora per raggiungerlo
   Ma...di tanto in tanto, guardati intorno
   Goditi ogni cosa
   Perché...è tutto qui
   E domani...potrebbe non esserci più...



A Patrizia, la donna che ho sempre cercato, l'amore che ho trovato, fedele compagna e amica di sempre e per sempre.




Condividi post
Repost0
20 luglio 2009 1 20 /07 /luglio /2009 01:59


Ho visto il film "August Rush, la musica nel cuore" dopo aver ascoltato il consiglio di un amico.
Ha detto di non aver mai visto un film così emozionante, scena dopo scena, fotogramma dopo fotogramma, fino alla fine, ai titoli di coda.
Sono d'accordo con lui e sono contento di aver visto il film che ho trovato molto bello anche se in molti tratti forzato per riuscire a comunicare un messaggio profondo, molto profondo.
Ho pensato, durante tutto il film, all'importanza della musica, in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue emozioni, in tutti i suoi colori, in tutti i suoi profumi.
La nostra vita è fatta di musica così come è fatta di...vita.
Non possiamo fare un passo senza una colonna sonora per la nostra vita.
Abbiamo vissuto momenti indimenticabili e di tutti ricordiamo immagini e suoni.
Abbiamo cantato, picchiettato con le dita sul tavolo e fatto dondolare la testa...abbiamo fatto musica.
Abbiamo il ritmo nelle vene, nel cuore, nel cervello, nei piedi e nelle mani.
Abbiamo note in bocca, abbiamo armonia nei gesti.
Abbiamo musica ovunque ed a volte, come si fa con le cose veramente importanti, ne apprezziamo il vero valore solo quando ci accorgiamo di non averle più.
I nostri sentimenti sono musica per il nostro cuore.
Mille volte avrei voluto avere la capacità di comporre una canzone per la donna che amo e mille volte pur non avendo queste capacità ci ho provato.
Altre mille volte ci riproverò.

La musica...già la parole è musica.


Condividi post
Repost0
16 giugno 2009 2 16 /06 /giugno /2009 11:33
Di chi stiamo parlando?
Dei genitori, ovviamente.
Da piccoli li amiamo spassionatamente, sono i nostri miti, il nostro ricovero, la nostra tranquillità.
Crescendo gli emarginiamo perché, inseguendo la nostra indipendenza, non ci servono più ed in molti casi sono un ostacolo.
E' di questo momento la frase che ci dicono "un giorno sarai un genitore anche tu e capirai".
Forse avevano ragione visto che crescendo il nostro punto di vista cambia e, diventando genitori noi stessi, torniamo ad amarli perché ne apprezziamo tutto l'amore e gli sforzi.
Cerco di non parlare del mio caso per non fare il solito individualista. Cerco di pensare alle persone che mi stanno intorno, a mia moglie, i parenti e gli amici, i colleghi di lavoro ed i semplici conoscenti.
Non è raro che si torni a parlare dei genitori con amore intorno ai trent'anni, quando realizziamo nel nostro piccolo, un mondo che assomiglia tanto al loro, ai genitori.
Ieri sera in un film ho sentito questa frase: all'affermazione di uno "sua figlia ormai è adulta" l'altro rispondeva "piccola, grande, adulta, che differenza fa: è sempre mia figlia ed è sempre viva la voglia di proteggerla. Anche da sestessa!".
Chissà cosa faranno i nostri figli, la nuova generazione.
Vivranno tante esperienze, diverse dalle nostre.
In fondo anche noi abbiamo vissuto tante esperienze, diverse alle loro...
Forse anche qui trova spazio l'affermazione di Giambattista Vico: la storia è fatta di cicli continui che si ripetono.
Quindi alla fine: li amiamo, li odiamo e poi li amiamo ancora.
Condividi post
Repost0
16 giugno 2009 2 16 /06 /giugno /2009 10:46
Spero che il lettore abbia già visto il film interpretato da Will Smith "La ricerca della felicità" perché qui ne racconteremo e ne sveleremo alcuni aspetti che invito a vivere in primis davanti allo schermo.

La storia: Chris Gardner (Will Smith) è un brillante venditore senza fortuna nella San Francisco degli anni '80. Padre affettuoso di Christopher, un vivace bambino di cinque anni, e marito di una scontrosa compagna. Chris fatica a sbarcare il lunario.
La moglie, incapace di reggere la crisi, abbandona marito e figlio per cercare fortuna a New York. Rimasto solo Chris cerca tenacemente e ottiene un posto da stagista non retribuito presso una società di consulenza finanziaria. Lo stage durerà sei mesi.
Senza stipendio, sfrattato dall'appartamento e poi dalla stanza di un infimo motel, Chris e il suo bambino cercheranno di sopravvivere dormendo nei ricoveri per i senza tetto ed in una occasione nel bagno pubblico della metropolitana.
Indossando sempre il suo abito migliore e l'orgoglio di chi non vuole mollare, Chris troverà una porzione di felicità.
Non senza fatica.

Continuo a rivedere questo film, senza mai stancarmi.
Mi dicono che questo film fa piangere, che deprime, che sfianca.
Io non sono d'accordo.

Ho in mente due scene del film:
la prima rappresenta la disperazione interiore: in metropolita, non sapendo dove passare la notte, coinvolge il piccolo Christopher in un gioco che lo porta a trovare riparo in un bagno pubblico con la sensazione sulla pelle e nel cuore di non avere più un futuro. Dormiranno sul pavimento coperto di salviette di carta e, mentre abbraccia il piccolo Christopher, Will Smith piange, da solo, raccolto nella sua tristezza ed abbandonandosi alla sconsolazione ed alla paura di non farcela;
la seconda scena è quella che precede la chiusura del film: ce l'ha fatta Chris, è riuscito ad ottenere il posto di lavoro, dopo sei mesi di corse e sacrifici, di problemi, di eventi positivi seguiti a ruota dall'ennesima disgrazia. Will Smith ha le lacrime agli occhi mentre gli comunicano che sarà assunto. Emozionato, raccoglie le sue poche cose e le fa anche cadere perché trema, esce dall'edificio e si tuffa in un fiume di persone senza volto che non lo vedono. Raccoglie le mani davanti al volto, sembra pregare e intanto piange. Ho pianto anche io quando ha cominciato a battersi le mani da solo davanti ad un mondo pieno di spettatori che lo ignora. Non è nessuno, non lo vede nessuno ma dentro, dentro è colui che dopo la ricerca disperata delle felicità, riesce a sentirne il sapore, è felice.
Sopravviverà Chris, riuscirà a sfondare la porta che lo chiude fuori dalla normalità, riuscirà a entrare dalla porta principale nella vita di tutti i giorni e nessuno lo guarderà. Nessuno capirà cosa significa perché nessuno ha dovuto fare la sua strada.

Durante il film Chris Gardner gioisce perché riesce a trovare 8 dollari per acquistare un pezzo di ricambio che gli permetterà di vendere il suo scanner osseo e guadagnarne 250. Con questi soldi andrà avanti un mese intero.
Gioisce perché ha trovato un posto in cui dormire e chiede al figlio quale sia il suo colore preferito. Il verde...stranamente c'è un richiamo al colore della speranza. Forse solo una casualità.

Lotta Chris, giorno dopo giorno, e non molla mai.
La sua forza è pari solo all'amore per la vita del suo piccolo Christopher.
La sua forza è pari solo all'amore per se stesso e lo spinge oltre anche e soprattutto nei momenti, tanti, di forte umiliazione.

Ecco perché la nostra ricerca della felicità non è un film.
Difficilmente oggi saremmo portati a questo livello, difficilmente le umiliazioni che subiamo quotidianamente sono così esasperate, difficilmente gioiamo per una cosa così banale e difficilmente riusciamo a pensare a cosa accadrebbe a noi in una condizione simile.

Siamo lottatori anche noi ma in un contesto diverso che ci porta a pensare a cose diverse.
Per fortuna.

Invito il lettore a riguardare il film ma immedesimandosi nel ruolo principale.
Forse questa perseverante crisi potrà aiutare in questo difficile e costoso esercizio.
Non è un invito al masochismo: il messaggio è estremamente positivo e vuole rinvigorire gli spiriti.

Chi capirà, guarderà il mondo con occhi diversi...gli occhi di Chris Gardner, il vincitore.


Condividi post
Repost0