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2 dicembre 2009 3 02 /12 /dicembre /2009 21:07
Fine della crisi e ripresa economica?

Ci stiamo chiedendo tutti cosa sia successo e quando ritorneremo alla vita normale del passato ma pochi si stanno chiedendo SE torneremo alla vita normale del passato.

Sempre che fosse normale, ovviamente.

Partiamo dall’inizio: qual’è l’evento che ha scatenato tutto questo caos nelle nostre vite?

I mutui subprime americani? Ci credete davvero? Non credo che sia così.

I famigerati mutui subprime non sono altro che mutui concessi con troppa facilità a chi non aveva un reddito sufficiente a coprire il proprio debito e quindi ne sarebbe potuto scaturire un danno al mercato immobiliare.

Gli stessi mutui si sono trasformati, con abile e scaltra mossa degli operatori, in garanzia di obbligazioni che venivano venduti sul mercato finanziario. Ovvio, se manca una garanzia anche il prestito va a farsi benedire e crolla in borsa. OK, questo avrebbe causato una variazione negativa nei flussi di borsa.

Ora, per cercare di tirare le somme, farei un sondaggio per capire chi oggi sta vivendo la “propria” crisi economica per via dei mutui subprime che non riesce più a restituire o perchè, non necessariamente in alternativa, abbia perso i risparmi di una vita dopo aver investito in borsa.

Il problema delle crisi è che sono al 100% psicologiche.

Per fare un esempio banale: se ho finito il pane ed ho finito la Nutella e nel piatto della merenda è rimasto l’ultimo pezzo di pane e Nutella appunto, questo diventa automaticamente (e psicologicamente) molto più prezioso. Certo non è la fine del mondo, ci sarà una nuova merenda domani ed ho tutto il tempo per rifornire la mia credenza.

Oggi si parla di crisi in maniera sconsiderata.

Per non fare torti a nessuno parlerò di tutte le mie ipotesi statistiche con frazioni del 50% per non dare informazioni catastrofiche.

Direi che oggi, in Italia, il 50% degli italiani ha un mutuo mentre l’altro 50% no.

Direi che oggi, in Italia, il 50% degli italiani ha un lavoro con reddito stabile mentre l’altro 50% l’ha con reddito variabile (imprenditori, artigiani e liberi professionisti oltre ai contratti atipici).

Credo che sia ingiustificato parlare di crisi se ci si trovi in una famiglia in cui entrambi i coniugi hanno un lavoro “fisso” stabile, non a rischio, e magari senza un mutuo ipotecario sulla testa.

Tra l’altro, dopo una breve impennata i tassi dei mutui sono mediamente scesi sotto il livello originario al momento dell’erogazione (quelli con almeno 3-4 anni di vita).

Molti parlano di crisi ed hanno un impiego nel settore pubblico.

Le aziende oggi chiudono, si. Ma perché?

La verifica più banale che si può fare è andare a vedere l’andamento del business di quella azienda nell’ultimo triennio: se non ha mai chiuso in perdita, se non ha avuto un calo sconsiderato del fatturato, forse, dico forse, sta solo approffittando del momento per scaricare su altri una presa di beneficio. Io ho fatto cassa, chiudo e le spese le paga la società attraverso gli ammortizzatori sociali.

Voglio essere proprio cattivo ma oggi purtroppo capita spesso che qualche creditore dica: “non riesco a pagare, c’è la crisi!”. Bella ma…questa dilazione del debito peraltro grautita…sarà giustificata?

Il comportamento di queste persone senza scrupoli grava poi sulla vita di tutti noi e di tutti i giorni.

E’ per questo che sostengo che oggi manchino i presupposti per poter parlare di crisi.

Il primo gruppo bancario italiano (non posso fare il nome ma dire solo che comincia per Uni…) ha avuto un utile nello scorso esercizio di 4.000 miliardi di euro!

Questo governo, nel momento in cui ha dovuto decidere verso chi indirizzare gli aiuti, non ha scelto di aiutare le imprese ma le BANCHE!

L’assurdo è che le banche non hanno sfruttato appieno i fondi messi a disposizione dello stato per non dare l’impressione di essere in difficoltà e quindi, molto intelligentemente, Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha chiesto di utilizzare gli stessi fondi per dare una mano alle imprese in difficoltà.

Risultato: i Tremonti Bond per salvare le banche sono frutto di un parto durato pochi giorni, la proposta della Marcegaglia è in valutazione da almeno un mese e mezzo ed ancora non è stata presa una decisione.

Che tempismo.

Oggi la vera crisi la vive chi, per un motivo o per un altro, ha perso il posto di lavoro e non riesce a trovare una nuova occupazione. Chi ha un’impresa e vede realmente che la gente non compra per semplice, banale, stupida PAURA. Chi oggi deve affrontare la prima sfida nel mondo del lavoro: i giovani.

Tutta la nostra solidarietà.

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