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15 luglio 2009 3 15 /07 /luglio /2009 00:17


La novità che riguarda Beppe Grillo ha colto tutti di sorpresa e ci stiamo chiedendo quanto ci sia o quanto ci faccia.
Vuole "entrare per rompere il partito " o "vuole rompere il partito per entrare"?
A questa domanda ovviamente non possiamo avere una risposta, non oggi almeno.
Dovremo aspettare l'esito delle decisioni dei "parrucconi" di cui Grillo vuole diventare amico/nemico/rivale/complice.

E' vero che tra tutti i candidati è l'unico ad avere un programma politico già ampiamente comunicato alla massa di adepti.
E' vero che aveva promesso di non entrare in politica, poco prima di dare il proprio sostegno a diverse liste civiche e poco prima di annunciare la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico.



E' vero che lui si muove in trasparenza e senza confitto di interessi, sempre che non consideriamo come conflitto di interessi il dire di voler rimanere estraneo ad una cosa a cui poi si decide di partecipare.
Mi rimane un piccolo mal di pancia per tante persone che, dopo aver affermato di non voler prendere parte e giochi politici, si sono poi schierate nelle file dei mantenuti statali, qualcuno addirittura fondando un nuovo e proprio partito politico (Cofferati, Dini, ecc.).
Se dovessi scommettere su cosa accadrà punterei su Grillo con un proprio partito, movimento o chissà cos'altro alle prossime amministrative appoggiando tutta la foga dei propri discorsi elettorali sul fatto che, essendo l'unico "pulito di buone intenzioni" è stato cacciato dai "vecchi partiti di parrucconi.



Pensandoci bene, potrebbe funzionare davvero.

Ed è subito polemica...

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