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2 luglio 2009 4 02 /07 /luglio /2009 12:37


Da anni sento parlare solo di Berlusconi, del fatto che ha tre televisioni, del conflitto di interessi, dell'uso della politica per scopi personali, di leggi ad-personam, ecc.
Da anni non sento più parlare di politica.
Credo che le due cose non siano separate, credo che per vincere in politica non serva la tifoseria da stadio o l'ideologia per partito preso.
S
e a casa mia ci sono solo io, decido tutto e lo decido da solo.
Se a casa mia, insieme a me, c'è mia moglie allora la situazione è diversa. Si creano divergenze di opinione e si cerca di mediare per trovare il compromesso adatto a risolvere una certa situazione.
Una volta deciderà lei e la volta dopo io.

Non ho voglia di parlare del conflitto di interessi, tutti sanno che nessuno vuole risolvere il conflitto di interessi proprio perché utile per continuare a parlare del conflitto di interessi (mi ripeto volontariamente).
In pratica si potrebbe dire che il conflitto di interessi nasce dal conflitto di interessi dell'opposizione che non lo risolve per opportunismo proprio. Questo non è uso della politica per scopi personali?

Berlusconi stesso ha detto, in prossimità dell'ultima tornata elettorale, che un ennessimo segretario di partito antagonista sarebbe stato sconfitto insieme agli altri, andando ad ingrassare una lunga lista. Aveva ragione. Così è stato.

La politica Berlusconiana che per paradosso ha coniato decide di termini specifici come questo, è si mirata alla denigrazione "delle sinistre", che così vengono chiamate in virtù della loro frammentazione, ma è rivolta alla gente.
Ritengo che questo sia l'errore della sinistra: essersi allontanato dalla gente.

Berlusconi ci viene presentato come un pericolo pubblico per la nostra democrazia ma io personalmente ritengo che non sia più pericoloso di altri.
Ritengo invece che ci venga mostrato così per non aggiungere altro ad un dialogo concreto.

Dall'opposizione non arriva mai una proposta ma solo la solita bandiera sventolata su principi generici.
Dall'opposizione non arriva mai una mediazione ma solo il no secco a qualsiasi proposta di soluzione.
Dall'opposizione non arriva mai un concetto nuovo che potrebbe filosoficamente essere collegato alla politica progressista ma solo le solite chiusure celate da una mentalità vecchia ed obsoleta.

Tanto per fare un esempio concreto legato all'ultima sventurata vicenda dell'incidente di Viareggio: si sono sentiti cori di protresta contro Berlusconi al suo arrivo, si sono urlate le solite frasi di "tragedia annunciata" sulla stampa ed in tv (tutti berlusconiani, ovviamente...), si è indetto uno sciopero di protesta.

Idee geniali!

Berlusconi è corso sul posto con la protezione civile.

Io avrei voluto la partecipazione della sinistra solidale con le vittime e l'azione di governo.
Alle responsabilità, se ci sono, deve pensare la magistratura.

Io avrei voluto che i sindacati proponessero di fare un'ora di lavoro in più per destinarne il ricavato alle vittime ed all'opera di ricostruzione.

Oggi penso che l'ira onnipresente contro Berlusconi sia solo una scusa per coprire una mancanza personale, l'inefficienza dell'opposizione, la mancanza dell'alternativa.
Oggi penso che manchino i contenuti, che non ci sia un'ideologia politica, che anche gli ideali vengano inseguiti senza convinzione.
Oggi penso che l'ossessione contro Berlusconi sia solo una strategia di marketing.
Sono convinto che questa strategia non funzioni e la mia convinzione viene confermata dagli esiti elettorali.

Oggi direi: sveglia minacciati, forse dovete solo cominciare a lavorare sul serio ed il vostro grande incubo svanirà.
Più realisticamente direi: buon riposo minacciati, ci si vede alle prossime elezioni...se ci sarete ancora.

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